93. Stadiazione del carcinoma ovarico

Atti S.I.G.O. Roma. Vol. LXX, pag. 286. Maggio 1994
( in coll. G. Mangili, A. Mariani, E. Rabaiotti, L. Busci, A. Agnello, A. Ferrari )
Summary: La stadiazione delle neoplasie ovariche prevede una valutazione chirurgica addominopelvica estensiva. Viene descritta dettagliatamente la tecnica chirurgica da seguire nel corso della chirurgia primaria in accordo con le raccomandazioni della FIGO. Viene riportata la casistica relativa a 73 pazienti da noi trattate fra il novembre 1992 e il marzo 1994. L’età media delle pzienti al I e II stadio è pari a 47.1 anni contro 57.8 anni nelle pazienti al III e IV stadio. Nel 76% dei casi è stata eseguita una chrugia citoriduttiva ottimale con tumore residuo inferiore a 2 cm al termine della chirurgia primaria. Soltanto il 61% delle pazienti da noi osservate in uno stadio iniziale della malattia evidenzia una stadiazione anatomo - chirurgica completa (omentectomia, linfadenectomia, ecc.). Paradossalmente nei dati a nostra disposizione in una precedente serie non pubblicata la sopravvivenza corretta a 5 anni presentava un trend percentualmente favorevole alle pazienti in cui era stata omessa una stadiazione intensiva. Questo poteva essere messo in relazione con una diagnosi istologica spesso successiva al tempo chirurgico eseguito per una patologia apparentemente benigna (diagnosi accidentale). La mortalità per neoplasia al I stadio risultava nel G1, G2, G3, rispettivamente pari allo 0%, 10% e 7.1%. Questo trend confermava l’opportunità di una valutazione più approfondita della ploidia nel DNA presente nel tumore ovarico. Schueler nel 1993 ha dimostrato in questi casi che la sopravvivenza a 5 anni è del 96% con DNA index inferiore a 1.4 contro il 61% con DNA index superiore a 1.4. Per quanto riguarda gli stadi avanzati abbiamo conseguito una chirurgia citoriduttiva ottimale indipendentemente dal grading istologico (92.3% di G3 nel gruppo della chirurgia ottimale contro 75% di G3 nel gruppo della chirurgia non ottimale. Nei tumori ovarici avanzati lo sforzo chirurgico per conseguire una citoriduzione ottimale si accompagna ad una stadiazione intensiva.